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Fungicida
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Un mwdafungicida è un mwdqprodotto fitosanitario finalizzato nell'eliminazione completa di mwdgfunghi mwdwparassitici di piante. Un sinonimo è mweaanticrittogamico, parola che deriva da mweqcrittogame, un gruppo tassonomico desueto che includeva organismi tra cui funghi, mweglicheni, mwewmuschi e mwfafelci. I prodotti usati in mwfqmedicina e mwfgveterinaria per curare le mwfwmicosi nell'uomo e negli animali appartengono invece alla categoria dei mwgafarmaci e sono chiamati mwgqmwggantimicotici.

Contents

Note

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Fungicidi inorganici

Sono due i più importanti anticrittogamici inorganici più diffusi: lo mwhgzolfo e i mwhwsali di mwiarame.

• Lo zolfo è il fungicida utilizzato sin dai tempi di mwiwOmero.cite-ref-1[N 1] Gli zolfi reperibili sul mercato sono estremamente puri (99,5-100%) in quanto devono essere esenti da selenio, elemento che risulta dannoso per l'uomo e gli animali. Il potere fungicida dello zolfo è funzione della temperatura, della finezza delle particelle e dell'mwkaumidità relativa. L'azione fungicida inizia sui mwkq10-12 °C con gli zolfi più fini e sui mwkg18-20 °C con quelli più grossolani ed aumenta progressivamente sino ai mwkw40 °C. L'azione diminuisce con l'aumentare dell'umidità. È da tenere presente che gli zolfi ad alte temperature diventano fitotossici, per cui in piena estate i trattamenti devono essere effettuati nelle prime ore del mattino.
• Il mwlqrame entra nei formulati fungicidi sotto forma di ossicloruro (3CuO·CuClmwlg2·3Hmwlw2O), solfato (CuSOmwma4·5Hmwmq2O), idrossido (Cu(OH)mwmg2). L'uso continuativo del rame ha determinato un notevole incremento dei suoi livelli nel terreno, per cui ha creato problemi ambientali di tipo ecotossicologico.

Fungicidi organici

In questo gruppo si possono distinguere i seguenti anticrittogamici.

• I mwnwditiocarbammati, comparsi nel mwoq1948 con il principio attivo mwogzineb, segnano l'inizio dell'utilizzazione di composti organici di sintesi nella lotta alle crittogame. A questo principio attivo seguirono altri composti derivati dell'acido ditiocarbammico che vengono suddivisi chimicamente in due gruppi: gli mwpaetilenbisditiocarbammati ed i mwpqdialchilditiocarbammati. Questi composti non sono sistemici e agiscono per contatto. Tra i prodotti di degradazione di questi principi attivi è presente l'mwpgetilentiourea, molecola potenzialmente cancerogena.
• I mwqamwqqbenzimidazoli, fungicidi sistemici che penetrano attraverso la mwqgcuticola, traslocando all'interno della pianta. mwqwBenomyl e mwratiofanato metile, sono due principi attivi appartenenti a questo gruppo, ma per espletare la loro azione biocida devono trasformarsi in mwrqcarbendazim.
• Le mwrwdicarbossimidi, mwsqclozolinate, mwsgprocimidone, mwswiprodione e mwtavinclozolin, di cui i primi due sono con comportamento sistemico, mentre gli altri prevalentemente di contatto. Sono stati i fungicidi più utilizzati negli mwtqanni ottanta poi gradualmente abbandonati per l'insorgenza di fenomeni di resistenza da parte dei funghi che dovevano combattere.
• I mwtwmwuatriazoli, di cui fanno parte numerosissimi principi attivi utilizzati anche in medicina, sono sistemici ed esplicano il loro effetto inibendo la mwuqbiosintesi dell'mwugergosterolo, lo sterolo tipicamente sintetizzato dai funghi. L'enzima specificamente inibito da questa classe di composti, la 14αdemetilasi, esiste in tutti gli organismi viventi che sintetizzano mwuwsteroli (animali e piante oltre ai funghi), ma i triazoli antifungini sono molto più affini con la forma presente nei funghi. Questa diversa affinità è alla base della specificità del meccanismo d'azione di queste molecole.
• Le mwvqanilinopirimidine, sintetizzate agli inizi degli anni novanta con i principi attivi mwvwciprodinil, mepanipirim e pirimetanil, tutti con comportamento sistemico. Operano sulla biosintesi degli mwwgamminoacidi e su specifici mwwwenzimi cellulari; per tale motivo risultano poco tossici per l'uomo.
• Le mwxqstrobilurine, derivanti dal prodotto naturale strobilurina, anch'esse poco tossiche per i mammiferi.

Note

cite-note-1N 1. Sappiamo da Omero come già nella Grecia arcaica fossero conosciute le proprietà igienizzanti dello zolfo: veniva infatti utilizzato nei riti di purificazione. Si vedano mwzgIliade XVI, 225-230 (purificazione di una coppa) e mwzwOdissea XXII, 478-484 (purificazione della casa). Per una lettura approfondita: mwaaLo zolfo in Sicilia in età romana. Dalle miniere ai mercati, che riassume Luca Zambito, mwaqLa produzione di zolfo in Sicilia in età romana, Edizioni dell’Orso, Alessandria, 2018.

Voci correlate
Altri progetti

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• Wikimedia Commons

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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) fungicide, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.